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Alberobello

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La festa dei Santi Medici è direttamente collegata alle origini di Alberobello dato che prese avvio dalla particolare venerazione da parte di Gangirolamo II d'Acquaviva d'Aragona, conte di Conversano e signore della selva.

Risalgono al 1635 i primi indizi di detto culto, nel tempo in cui il conte aveva fatto edificare nella Selva una casa di abitazione per sè ed i suoi e, in seguito, un piccolo oratorio in cui fu collocato un dipinto in tela (di autore ignoto) nel quale era effigiata la Vergine Maria con i Santi Martiri Cosma e Damiano. Forse uno speciale miracolo spinse l'austero feudatario, nove anni prima, a dare al suo primogenito il nome Cosmo. Comunque il culto crediamo sia stato voluto dalla moglie Contessa Isabella Filomarino. Sicuramente ella era votata ai due Santi più del conte, il quale era in cerca di gloria attraverso spericolate avventure. - Sembra strano che un uomo spericolato come Giangirolamo II di colpo si dedica alla venerazione dei santi.

Antonio Mauro Gioielli, storico, ci racconta che ad Isernia San Cosma era noto come santo della sterilità e dell'impotenza, inoltre apprendiamo che Isabella Filomarino e il conte Giangirolamo II, in anonimato, dopo un certo periodo dalle nozze, andarono in pellegrinaggio ad Isernia per devozione a San Cosma. Dopo di allora Isabella partorì diversi figli e il primogenito lo chiamò Cosmo. Nessuno storico ci racconta con esatezza che tipo di miracolo ha ricevuto il conte nè mai è stato trovato traccia di riferimenti certi, comunque sia, per chi ha studiato in profondità il personaggio del conte sembra strano che un tipo del genere si dedica alla venerazione dei Santi senza che  abbia avuto un segno  tangibile tanto da scuotere un animo così duro come quello del "Guercio". Stando così i fatti noi deduciamo che la coppia Giangirolamo-Isabella, prima di avere i figli, hanno avuto delle difficoltà nella procreazione tanto da intercedere "la grazia" a San Cosma ad Isernia e che "ricevuta" hanno chiamato il loro primogenito Cosmo. -

Dopo di allora il casato degli Acquaviva in Conversano si è prodigato così tanto per i Santi Medici tanto che  il 27 settembre del 1636 il Conte organizzava nella Silva una processione, cui fecevano ala con torce gli armigeri e i pochi abitanti del posto, invitando, altresì, nobildonne e gentiluomini del feudo.

Negli anni successivi, sempre in quel giorno, sia che fossero presenti gli Acquaviva o i loro amministratori, la loro casa padronale brulicava di persone devote dei luoghi circonvicini. Il culto è stato gestito dalla famiglia fino al 1665, anno in cui il Conte perì in malo modo.

Da allora in poi gli abitanti della Selva diedero vita alla commemorazione dei due santi, portando in processione un quadro, diverso da quello venerato dal Conte, dalla loro chiesetta rurale tra le case e i campi. Dal 1725 man mano che aumentava la devozione verso i Santi si pensò di ampliare la chiesetta spinti anche dalla grande venerazione dei fedeli.


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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 20 Agosto 2010 18:23 )  
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