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Centro di Documentazione Gianpiero De Santis

Gianpiero

piazza XXVII Maggio
70011 Alberobello (Bari)






















Il centro è intitolato a Gianpiero De Santis, consigliere comunale, provinciale e assessore al Centro Storico del Comune di Alberobello. Scomparso prematuramente il 28 luglio 2006 all'indomani della nomina di Presidente del Consiglio della Provincia di Bari.

Biografia
Gianpiero nasce il 23 giugno del 1973 nell'ospedale di Alberobello, da  Pietro De Santis e Maria Cristina Perrini. Il papà è insegnante di Educazione Tecnica presso la scuola media di Alberobello, la madre insegnante alla scuola elementare di Alberobello.

L'aspetto di Gianpiero nel periodo giovanile è una forte insofferenza nei confronti di qualsiasi tipo di autorità. Non ammette ingerenze nelle sue scelte da parte di nessuno, padre, madre o altre autorità. E' certamente qui che va anche cercato il senso del suo particolare, combattuto, rapporto con la fede.  La sua vivacità, il suo senso critico, la sua ricerca di autonomia, però, lo aiutano a formarsi un profondo bagaglio culturale. Nel giugno del 1992 conseguirà il diploma con il massimo dei voti. Dopo la maturità Gianpiero si iscrive alla Facoltà di Psicologia dell' Università La Sapienza di Roma. Un percorso che, tuttavia, non terminerà, perché è in questi anni che Gianpiero incontra la vera grande passione della sua vita: la politica.
Infatti in essa individua il luogo ideale in cui portare a sintesi il suo spirito critico, la sua ricerca di autonomia e il suo giovanile e mai abbandonato amore per la sua terra. Ha una visione "classica" di questa attività. Per lui la politica è "negotium". E' un'attività totalizzante, cui sacrifica ogni altro impegno, compreso quello universitario. E' questo il momento degli effetti dl tangentopoli. Della crisi dei
grandi partiti novecenteschi. Ad Alberobello è il momento dell'inizio dei governi di centro-sinistra: Angelo Panarese vince nel 1994 le amministrative con la nuova formula elettorale maggioritaria, rompendo il tradizionale assoluto dominio democristiano. In tale contesto ed in totale controtendenza, mentre si grida la morte dei partiti e delle ideologie, Gianpiero ritesse le fila del Partito Socialista locale,
anch'esso spazzato via dal movimento secolarizzante di fine novecento. Fonda lo SDI e ne diviene il segretario. L'adesione al socialismo è assolutamente coerente con i suoi presupposti intellettuali. Gianpiero, infatti, individua, nella tradizione socialista italiana, una cultura politica libera, non dogmatica, come quella cattolica o comunista, e realmente laica. La scelta della militanza partitica risponde pienamente all'idea che lui ha dell'attività politica come "professione", come impegno che non può essere svolto da "chiunque" ed in maniera estemporanea, ma che necessita preparazione, dedizione e studio per la formazione di categorie generali di analisi: è quella che lui chiamava la "pedagogia dell'appartenenza ".
E' in questo periodo che Gianpiero sceglie di andare a vivere da solo, lasciando la casa dei genitori, in ossequio a quella sua esigenza di indipendenza, che da ora diviene pressante, assumendo i tratti di una forma di sfida continua e permanente con se stesso. Nel 1998, in occasione delle elezioni amministrative, decide di candidarsi, chiaramente nella coalizione di centrosinistra ed in quota socialista, con Angelo
Panarese. Viene eletto con 193 voti. Ha così l'occasione di coniugare le sue idealità politiche con la pratica amministrativa ed individua nell'attività editoriale il mezzo per portare a sintesi questi due momenti:
fonda così il suo giornale, che chiama "Polis". Non a caso, evidentemente e semanticamente non a caso l'editoriale del primo numero del nuovo millennio è un pensiero che Gianpiero rivolge ad Alberobello, a ciò che lui vorrebbe per il suo Paese. La cifra dell' attività amministrativa di Gianpiero, infatti, è proprio data dall'attenzione per la tutela e la valorizzazione del nostro territorio. Impegno che durante questa legislatura, profonde come consigliere e capogruppo.
Le elezioni amministrative del 2002 lo vedono rieletto con 297 voti. Il sindaco Bruno De Luca, allora, gli affida, tra le altre, la delega assessorile al Centro Storico. Gianpiero inizia una serie di interventi rivolti da un lato a curare l'unicità di Alberobello, garantendone l'integrità, dall'altro a rafforzare nel mondo l'immagine dei trulli, in quanto patrimonio dell'umanità. A questo proposito basti ricordare l'Assemblea Generale delle Città UNESCO, organizzata da Gianpiero ad Alberobello, le celebrazioni annuali degli anniversari del riconoscimento di Alberobello come patrimonio dell'umanità, o i diversi gemellaggi con altri siti di particolare interesse culturale (significativo quello con Shirakawa-go). Questa azione e sicuramente rinvigorita dall'elezione di Gianpiero a Consigliere Provinciale con le votazioni del 2004. In quell'occasione gli alberobellesi premiano il suo impegno con 2338 voti. I frutti di questa contingenza sono immediati ed estremamente vantaggiosi per Alberobello. Gianpiero, per dirne una, riesce ad ottenere i finanziamenti per far eliminare le antenne televisive dai trulli.

Il 28 luglio del 2006 è un giorno importante per Gianpiero. In mattinata ha un incontro in Provincia. Il Presidente Divella gli deve attribuire la nomina di Presidente del Consiglio Provinciale. Una tappa di molto peso per la carriera politica di un giovane dI 33 anni. Il riconoscimento della positività del suo operato politico. Quindi va via. Uscendo dice alla mamma di aspettarlo per pranzo. Lo avrebbe aspettato, come tante altre volte. Ma questa volta Gianpiero non sarebbe arrivato. Tornando da Bari, proprio alle porte di Alberobello, la sua moto è coinvolta in un incidente.  Un ultimo vortice, risucchiato dalle pietre di un muro a secco.

tratto da : "Gianpiero De Santis.... un anno dopo, antologia dei suoi scritti edito da Parrocchia Sant'Antonio di Padova Padri Guanelliani Alberobello




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