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Ecomuseo della Valle d'Itria

ecomuseoLa Valle d’Itria avrà presto un Ecomuseo: progetto finalizzato alla valorizzazione, economica e non solo, dello straordinario patrimonio culturale e paesaggistico della Valle dei trulli.
Oltre a Cisternino, sono interessati anche i comuni di Locorotondo, Monopoli, Martina Franca, Fasano e Alberobello.

L'ecomuseo non è altro che un museo all’aperto che custodisce e valorizza gli elementi fondamentali della cultura di una determinata comunità territoriale: il paesaggio, l’architettura rurale, i saperi tradizionali e le testimonianze orali.

L’ecomuseo non è una ricetta, un risultato, ma una prospettiva, un percorso, una navigazione a vista.



Il concetto di Ecomuseo fu inventato nei primi anni Settanta da Hugues de Varine, direttore dell’International Council of Museums (ICOM), una organizzazione non governativa associata all’UNESCO, che rappresenta la massima autorità internazionale in materia di musei.


L’ecomuseo è una entità di confine tra il parco naturale e il museo demo-etno-antropologico che, secondo la classificazione elaborata dall’UNESCO nel 1984, rientra nella tipologia dei cosiddetti “musei territoriali”. Nel ridefinirlo “museo comunitario”, De Varine considera l’ecomuseo l’università popolare per eccellenza, un catalizzatore della cultura vivente, una finestra aperta sul mondo.

A differenza dei normali musei, l’ecomuseo ha come collezione il patrimonio culturale, come immobile-contenitore il territorio in cui insiste, come pubblico la popolazione che lo abita. Infatti, secondo il Codice dei beni culturali e del paesaggio, i beni paesaggistici sono parte essenziale del nostro patrimonio culturale, della nostra identità, quindi gli ecomusei sono i luoghi di conservazione della memoria di una comunità.

Secondo la Convenzione, ratificata nel 2006: “il paesaggio svolge importanti funzioni di interesse generale, sul piano culturale, ecologico, ambientale e sociale e costituisce una risorsa favorevole all'attività economica, e che, se salvaguardato, gestito e pianificato in modo adeguato, può contribuire alla creazione di posti di lavoro; il paesaggio è in ogni luogo un elemento importante della qualità della vita delle popolazioni: nelle aree urbane e nelle campagne, nei territori degradati, come in quelli di grande qualità, nelle zone considerate eccezionali, come in quelle della vita quotidiana; il paesaggio rappresenta un elemento chiave del benessere individuale e sociale, e che la sua salvaguardia, la sua gestione e la sua pianificazione comportano diritti e responsabilità per ciascun individuo”.

L’elaborando Piano Paesaggistico Territoriale della Regione Puglia, secondo il Testo Unico dell’Ambiente del 2006, dovrà tenere conto delle proposte e dei pareri che ogni singolo cittadino potrà rivolgere alla pubblica autorità. Infatti, secondo la riforma del del Titolo V della Costituzione, l’attività di pianificazione va esercitata coinvolgendo tutti gli enti territoriali secondo il principio di sussidiarietà, favorendo la partecipazione di tutti i cittadini.

Altrettanto importanti saranno le “mappe di comunità” o dette anche parish maps, raffigurazioni compiute da artisti locali che illustrano il territorio. Un lento “viaggio” che intreccierà la memoria delle persone al senso dei luoghi, gli artefici del passato ai protagonisti del futuro.

Ultimamente, da semplici contenitori della memoria gli ecomusei si tende a considerarli anche strumenti per la produzione di valore economico, volano dello sviluppo locale. Il mondo politico-economico si è accorto, infatti, che il patrimonio culturale rappresenta il grande giacimento petrolifero italiano.
Naturalmente, le possibilità degli ecomusei di incidere sulle politiche economiche e di sviluppo del territorio, tutelando il paesaggio, dipenderà anche dalla capacità del legislatore di predisporre strumenti normativi e attuativi in grado di favorire e incoraggiarne la loro attività, ricorrendo anche a sponsorizzazioni imprenditoriali e partenerships pubblico-privati.

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